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Intervista a Matteo Iachino, pronto per la One Hour 2020

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CST: Cosa rappresenta in quest’anno cosi particolare la One Hour 2020 e cosa ha rappresentato nelle tue prime edizioni?

Matteo: E’ sempre stata una gara importante perché unisce il mondo professionistico a quello amatoriale in un evento aperto a tutti. Quest anno in cui tutti abbiano meno eventi e competizioni è ancora più bello venire al lago e partecipare ad una competizione storica come questa 

CST: Sapere che Bruno Martini ha fatto un nuovo record nel 2018 ti dá più carica?

Matteo: Bruno è un grande amico, grande atleta e local del Garda. Sono felice abbia lui il record se lo merita. Quest anno logicamente ce la metterò tutta per batterlo e battere il record. Stiamo a vedere.

CTS: Perché un windsurfista, anche amatore, dovrebbe almeno una volta provare la One Hour?

Matteo: Perchè come ho detto è lo spirito di questa competizione unire i due mondi e non importa contro chi combatti, ci sono abbastanza windsurfisti di ogni livello per poter competere con chi è alla propria portata e divertirsi in acqua.

CST: La mancanza delle gare quanto puó incidere nella preparazione generale di un atleta di Coppa del Mondo come te?

Matteo: Sicuramente è un anno particolare. Restare allenati e focalizzati non è semplice e la chiave è sempre la passione per quel che facciamo.

CST: La tua costanza è diventata garanzia di risultati sempre al top di Coppa del Mondo: dopo il secondo posto che per un soffio non ti ha permesso di raggiungere nel 2019 il gradino più alto del podio, su cosa stai lavorando in particolar modo per tornare in gara ancora più vincente?

Matteo: Ero pronto a vincere l’anno scorso. Non ho cambiato niente nella preparazione. A livello mentale e fisico con Giuseppe (Pugliese) lavoriamo sempre al top e non mi sento di dover cambiare nulla. Tenere il ritmo è la chiave.

CSt: Pensi di prendere in considerazione, al momento opportuno, il l’iQfoil olimpico?

Matteo: Sicuramente lo farò. Ho aiutato io a sviluppare i materiali e per la prima volta forse il mondo del windsurf olimpico sarà più vicino al windsurf reale che piace alla gente che pratica il nostro sport. Poi vedremo come andrà.

CST: Dato che l’RS:X ai tempi ha cercato di unire il Mistral (inteso come precedente olimpico e Longboard) e il Formula WIndsurfing con la sua conseguente “morte” o comunque calo drastico di numeri, credi che il foil possa danneggiare la disciplina Slalom, considerando che si può andare con poco vento?

Matteo: Se parliamo di coppa del mondo io vedo lo slalom come un percorso, non come una tavola. Si parte lanciati al traverso, percorso a scendere con strambate , arrivo. Pinna o foil sono solo mezzi per affrontare il percorso e cercare di essere i più veloci  vincendo. Non vedo la differenza. Per la parte olimpica comunque sia resterà divisa dalla Coppa del Mondo quindi non ci saranno problemi.

CST: Cosa ne pensi del futuro giovanile con l’avvento del foil, visti i costi elevati?

Matteo: È sempre stato uno sport costoso. Secondo me poco è cambiato. Le tavole a volume costavano molto se volevi averne una performante per poter essere competitivo. Sicuramente non è economico ma permetterà a molti ragazzi di potersi allenare senza doversi spostare molto da casa grazie al fatto che si plana con vento più leggero. E permetterà agli organizzatori di gare di ogni livello di avere spettacolo in acqua praticamente assicurato.

CST: Considerato che abbiamo un vice-campione del mondo slalom come te, come mai in Italia è praticamente l’unico paese a non avere l’iQFOIL?

Matteo: Anzitutto non farei confusione. L iq è la nuova classe olimpica. Io sono vice campione del mondo slalom e terzo coppa del mondo foil e i due mondi sono completamente differenti. Per quanto riguarda l’Iq foil non voglio essere polemico, perché non porta da nessuna parte ma l’Italia è un paese all’antica. È stato uno dei pochi paesi a votare contro l’Iq foil che a livello olimpico era l’unica opzione allettante visto che si parlava di continuare ancora in RS:X. La paura del cambiamento è incredibile ed è sempre sinonimo di debolezza. Il punto è che in fondo la scelta è stata subìta e non presa coscientemente da Federazione e allenatori. Staremo a vedere anche sotto questo aspetto.

CST: Pensi che il livello tecnico degli italiani nello slalom e nel foil sia migliorato negli ultimi anni?

Matteo: Non ci sono dubbi. L’epoca post Alberto (Menegatti ndr)  ha visto un incremento del livello inimmaginabile. Il livello di Coppa del mondo è più alto di prima, perché chiunque nei primi trenta può vincere un tabellone. E fino a 15 anni fa per un italiano entrare nei 15 in un evento era un grande risultato. È arrivato Albi e mi ha fatto vedere che era possibile . Da lì lui è stato vice campione 2013. Io terzo nel 2015, poi ho vinto nel 2016, e vice campione nel 17-18-19 e come ho detto terzo in foil nel 19. Bruno (Martini nsd) l’anno scorso ha vinto un tabellone in Korea e continua a migliorare, Francesco (Scagliola ndr) è giovane e sta arrivando, Malte è sempre al top. Poi abbiamo tanti giovani che promettono bene come Nicolò Spanu e tanti altri, che grazie anche ai nostri risultati si sono avvicinati alla disciplina. 

CST: Vedi tra i giovani, italiani e non, qualche valido talento che ti ha particolarmente colpito?

Matteo: Ce ne sono molti sia in Italia che all’estero. Il futuro del windsurf credo sia finalmente giovane come dovrebbe essere. Difficile fare qualche nome vista la quantità di ragazzi nuovi che gareggiano.

• Intervista di Elena Giolai©CST

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